L'ESPERIENZA PIU' PAZZA DELLA MIA VITA ...DAI - 10° AI 24°

Immagina di essere nato a Lecce, dove la neve è una leggenda metropolitana. Ne senti parlare, la vedi nei film, ma non la vivi mai davvero.
Ecco… tutta la neve che non avevo visto in una vita l’ho recuperata in una sola settimana, tra Romania e Turchia.

Le mie ferie erano di 7 giorni: pochi, ma sufficienti per un piano ambizioso: 3 giorni a Bucarest, 4 a Istanbul.
Poi, poco prima di partire, arriva la notizia: la previsione di una bufera di neve storica con temperature fino a -10 gradi; una di quelle notizie che leggi sui giornali e pensi sia la solita esagerazione.

Ebbene sì, non esageravano.

Arrivo a Bucarest e il freddo mi colpisce come uno schiaffo.

Automobili letteralmente sepolte nella neve, strade irriconoscibili, passi che affondano fino alle ginocchia. Il respiro diventa fumo, il silenzio è ovattato, surreale.
Ma è proprio quella neve a rendere magico l’ultimo giorno in Transilvania.

Sinaia, Brașov, il Castello di Peleș e quello di Dracula: luoghi che sono già fiabeschi di loro… coperti di neve diventano un libro di favole aperto davanti agli occhi. Ogni angolo sembra finto, ogni foto sembra ritoccata. E invece è tutto vero.

Il giorno dopo si cambia totalmente scenario: Istanbul.
Sei seduto a fare colazione in hotel, una tazza di caffè bollente tra le mani, mentre fuori la città si sveglia lentamente. Dal vetro vedi le strade già vive, tra venditori, traffico e persone che si muovono senza sosta.

Immagina di essere su una crociera sul Bosforo, la città scorre tra Europa e Asia. Un momento di quelli che ti restano addosso.

E poi arriva il colpo di scena: il giorno prima di partire per Bucarest, con il biglietto di ritorno a casa già prenotato e senza sapere minimamente cosa mi aspettasse, il mio responsabile decide di concedermi ulteriori giorni di riposo.
La mia avventura non poteva certo terminare lì.

Decido per una mini sosta a Milano… e subito dopo parto per Malaga.
Ed è lì che il mondo si ribalta: 24 gradi a febbraio.
Dopo il gelo della Romania e l’inverno turco, mi ritrovo sotto il sole spagnolo, maniche corte, aria tiepida e salmastra, vita lenta.

Il clima spagnolo non ha bisogno di presentazioni.
Quei 9 giorni totali terminano nel modo migliore possibile: una partita di pallone sulla spiaggia con ragazzi spagnoli e poi un bagno alla Malagueta, fuori stagione, ma, decisamente, terapeutico per tornare pronti alla vita quotidiana.

Neve fino alle ginocchia.
Caffè caldo sul Bosforo.
E un tuffo in mare a febbraio.

Un’esperienza così non si dimentica.
E so già che me la porterò dentro per sempre

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aerial view of city buildings during nighttime

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